Pasqua 2014

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Cari soci e amici,

recentemente abbiamo duplicato il nuovissimo video sul nostro Cammino Jacopeo d’Anaunia. Chi ne desidera copia può richiederlo durante le uscite dell’Associazione o tramite mail o direttamente telefonandoci, corrispondendo un rimborso spese.  Può essere anche una originale idea regalo per amici, parenti o conoscenti che non abitano nella nostra valle.

In piccola delegazione abbiamo anche partecipato ad una trasmissione televisiva  andata in onda su TRENTINO-TV il 4 aprile, nella quale si possono vedere parti del video stesso. Di seguito trovate il link dove poter vedere la registrazione della trasmissione stessa.

http://www.trentinotv.it

Infine il gruppo direttivo dell’Associazione porge a voi e ai vostri cari gli auguri di Buona Pasqua utilizzando le parole di Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose:

 

Celebrare ogni anno la Pasqua del Signore, ricordare e rivivere i suoi gesti e le sue parole,

è confessare la fede nella resurrezione di Cristo, è affermare di credere che la vicenda di quell’uomo,
Gesù di Nazaret, come lui ha vissuto e come lui è morto ed è tornato alla vita,
possiede ancora oggi un valore e un significato grandi per la vita degli uomini e per l’intera storia dell’umanità.
Per questo, la celebrazione memoriale della Pasqua del Signore rende i cristiani contemporanei alla Pasqua di Cristo,
una contemporaneità che consiste nella permanenza di senso oggi per ogni credente dell’evento che egli celebra nelle liturgie pasquali.
Se la Pasqua di Cristo ha senso oggi per il cristiano, egli è contemporaneo alla Pasqua e la Pasqua è contemporanea a lui:
qui sta l’importanza decisiva delle celebrazioni liturgiche pasquali nella vita dei credenti.
La Pasqua di Cristo, infatti, è ancora oggi salvezza se a essa ogni discepolo del Signore aderisce con l’intera sua esistenza.
La ragione per cui la chiesa celebra annualmente le liturgie del Triduo santo è quella di far conoscere e far penetrare nei cristiani e in ogni uomo
tutta la storia della salvezza illuminata dal soffrire, dal morire e dal risorgere di Gesù, e dunque dall’intera sua vita donata per la salvezza del mondo.
Confessare ogni anno nelle liturgie della Pasqua del Signore che «Cristo è risorto dai morti» significa gridare a ogni uomo, a ogni essere vivente
e a tutta la creazione che «l’amore è più forte della morte».

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